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Le isole della Nuova Caledonia

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Quelle facilmente raggiungibili si suddividono in due gruppi distinti e sono entrambi a Sud della Nuova Caledonia:

L’ Isola dei Pini e l’ Arcipelago delle Loyaute.
I due gruppi geologicamente parlando sono molti diversi tra loro, infatti mentre l’ isola dei Pini è sostanzialmente una scheggia separatasi dalla Grand Terre e quindi ne mantiene le caratteristiche morfologiche principali, per le Loyaute si parla di isole vulcaniche con le relative barriere coralline. Basta osservare Ouvea per individuare i resti dell’ antica caldera oramai sommersa. Entrambi i gruppi insulari hanno spiagge magnifiche ed entroterra ugualmente entusiasmanti. Le migliori sistemazioni sono sull’ isola dei Pini, a Lifou e, se si trova posto ad Ouvea ove vi è un solo logge con un numero di camere veramente esiguo.
Per chi desidera approcciare maggiormente la cultura Kanak Lifou è l’ isola da visitare.
 
CONSIGLI PER VISITARE LE ISOLE:
Praticamente uno solo: quando si decide un soggiorno sulle isole questo va prenotato con grande anticipo a causa della scarsa quantità di sistemazioni disponibili specialmente sulle Loyautè. Si consiglia sempre il trasferimento dall’ aeroporto alla sistemazione prescelta.
Le persone che vi accolgono in aeroporto sono sempre in grado di darvi informazioni utili e sono in grado di dirvi se vi sono feste o manifestazioni particolari o se, volete incontrare una tribù Kanak, loro sono in grado di porvi nelle migliori condizioni. Se il vostro soggiorno è abbastanza lungo e consigliabile, specie per le Loyautè organizzare una visita guidata dell’ isola il primo giorno e poi sarete in grado di muovervi liberamente noleggiando una vettura sul posto.
 
L’ISOLA DEI PINI
60 Km a Sud di Noumea una scheggia verde smeraldo incastonata nel blu cobalto dell’ Ocean Pacifico. Questo panorama mozzafiato è ulteriormente arricchito da un collier di perle di un bianco abbacinante: centinaia di isolotti e banchi di sabbia soggetti alla clemenza delle maree; veri paradisi da visitare in giornata.
La superficie dell’ isola è di circa 250 kmq le sue coste sono basse e ricche di piccole baie che offrono sia approdo sicuro che bellissime spiagge bordate di palme e di auracarie. All’ interno vi sono belle grotte naturali da visitare, la più conosciuta è quella della regina Ortensia così chiamata perche nel secolo scorso offriva ostello alla Regina che dalla terraferma si recava in visita alle diverse tribù dell’ isola. Vi sono anche i resti dell’ ottocentesco “bagno penale” francese che non sono di reale grande interesse. Per il resto l’interno dell’ isola è ricchissimo di boschi di auracarie, antichissime e spettacolari conifere, intervallate da piccole aree dedicate alla coltivazione locale. Numerosi come sempre i villaggi Kanak (ai quali è possibile avere accesso chiedendo il permesso.
Ma è lungo le coste che probabilmente ci si sofferma di più data la loro bellezza e spettacolarità. 
I punti più belli o di interesse: 
BAIE D’ORO
Pensate ad una profonda insenatura a forma di virgola, circondata da alte foreste di auracarie e palme, con banchi di sabbia bianchissima ed una barriera naturale di frastagliatissime rocce che la difendono dal mare aperto, aggiungete un vero e proprio acquario naturale in cui i pesci per nulla impauriti si aggirano tra enormi teste di corallo. Questa è Baie D’Oro, una delle meraviglie del nostro pianeta. E facilmente raggiungibile magari con una bella passeggiata e, se vi portate una maschera potrete accedere con grande facilità a al suo spettacolare mondo sottomarino. 
BAIE DE SAINT JOSEPH
 Si trova nella passe tra il villaggio costiero di Vao e la Baie d’ Upi e grazie a questa sua particolare conformazione è da sempre base del cantiere ove si producevano (un tempo ora un poco meno), le grandi canoe a bilanciere melanesiane. Da qui si parte per le escursioni in canoa melanesiana, una esperienza assolutamente da provare. 
BAIE D’UPI
E’ un’immensa e pescosissima baia ove è facile avvistare le piroghe intente alle pesca ed ove viene effettuata l’escursione in piroga melanesiana il panorama è incantevole ed arricchito dalla presenza di due isolotti che ne proteggono l’apertura verso il mare aperto dalle onde oceaniche. 
BAIE DE KANUMERA E DE KUTO
Sono due piccole baie adiacenti e tra le più belle dell’ isola e sono anche un poco la “petite promenade” dei locali. E piacevolissimo passeggiare lungo le sabbiose e bianchissime rive al tramonto con la brezza marina che soffia gentilmente attraverso i boschi di palme ed auracarie. Numerosi motu corallini dalle rocce frastagliate ed aguzze ne ingentiliscono ulteriormente il panorama e ci danno l’impressione di trovarsi a passeggiare nel perduto Eden. 
GLI ISOLOTTI ED I BANCHI DI SABBIA ESTERNI
Queste perle incastonate nel mare limitrofo all’ isola dei pini sono il rifugio naturale di una abbondantissima fauna marina che sarà anche fonte di approvvigionamento per la nostra tavola. I fondali sono ricchissimi di crostacei tra le quali le enormi aragoste “Porcelane” e pesci gustosissimi da fare alla brace. L’altro grande tesoro gastronomico dell’ isola è rappresentato dall’Escargot dell’Ile de Pins, si tratta di gustosissimi molluschi simili alla lumaca di terrà che sono specie protetta e non asportabile dal’isola ma, assolutamente da gustare sul posto con un bel bicchiere di vino bianco.
Molti di questi isolotti sono raggiungibili con escursioni in giornata che vanno normalmente prenotate sul posto, infatti vi deve essere un minimo di partecipanti (in genere da 4 a 6), affinché il motoscafo possa partire. Tra le più belle cito quella di Nokanhui che parte generalmente dall’ hotel Oure
 
ARCIPELAGO DELLE LOYAUTE.
E' composto da 4 isole maggiori e si trova ad est di Noumea. Le isole principali sono Ovea, Lifou, Maree e Tiga. Quella più facilmente raggiungibile e Lifou. Le isole con un più facile accesso alle visite sono Lifou ed Ouvea. Difficile è invece passare direttamente da unì isola all’altra in quanto si deve sempre ritornare in volo a Noumea. L’accesso via mare è garantito dai traghetti cargo (passeggeri e merci), ma non sono di grande utilità per il viaggiatore che ha poco tempo a disposizione.

L’ISOLA DI LIFOU
Con tutta superficie di 1150 kmq, 9000 abitanti, danzatori e scultori abilis­simi, è la maggior isola del gruppo, lunga 85 km e totalmente pianeggian­te. Il nome Lifou deriva curiosamene dalla trascrizione della parola francese “De’u”. Lifou venne visitata per la prima vola dal navigatore Dumont D’ Urville nel 1827. I primi contatti continuativi della popolazione Kanak con gli europei iniziarono però a partire dal 1840 con l’arrivo dei commercianti di legno di sandalo, dei balenieri e dei galeotti che fuggivano dall’ isola di Norfolk. Una curiosità: il marinaio disertore Charles Bridget fu forse il primo residente bianco che venne accolto dal capo Kanak “Chief Boula”  e simpaticamente ribattezzato “Cannibal Charley”. Queste continue visitazioni hanno portato ad una mescolanza dei locali con i nuovi arrivati per cui è frequente oggi osservare Kanak con gli occhi azzurri. Oggi i Kanak di Lifou sono quelli che accolgono con maggior familiarità i turisti grazie alla oramai storica abitudine ai contatti con l’ “uomo bianco”; qui è più semplice realizzare l’esperienza di un breve soggiorno in una tipica “casa Kanak” (le capanne circolari), partecipando alle attività del clan.
A Lifou in virtù della sua grandezza e quindi  più che in tutte le altre isole è assolutamente d’obbligo effettuare una visita guidata dell’ isola all’ inizio del soggiorno. Quindi volendo fare non solo mare sarà possibile noleggiare localmente una vettura per esplorare in tutta libertà questa bellissima e piacevole isola.
Quantunque non vi sia una massiccia barriera corallina a ridosso della costa  le spiagge dell’ isola sono semplicemente incantevoli e le immersioni subacquee fantastiche.
 
I punti più belli o di interesse:
JOKIN CLIFF
In assoluto uno dei punti panoramici più belli per gli amanti del mare. Dapprima si raggiunge il Fare Falaise da dove è possibile ammirare il promontorio verdissimo e ricco di falesie che si tuffano in un mare smeraldino ove, la trasparenza delle acque, fa intravvedere un reef esteso e ricco di coralli. La costa dell’ isola si vede sino all’ orizzonte donando un magnifico colpo d’ occhio. 
PIANTAGIONE DI VANIGLIA DI MUCAWENG
Ve ne sono due sull’ isola ma questa è la più bella, si passeggia attraverso una foresta tra le più varie a volte simile ad un giardino. La quantità di fiori e di piante è incredibile e la pace ed il silenzio che vi regnano creano in tutti grande serenità. 
CAPPELLA DI NOTRE-DAME DE LOURDES
Una passeggiata tutta in salita per raggiungere il promontorio ove sorge questa bellissima cappella con una splendida statua della madonna di Lourdes sulla sommità. Dalla cappella si gode di un panorama mozzafiato della baia di Santal e del distretto di Easo. Ad Easo vi è un piccolo museo di strumenti musicali  melanesiani ed un ottimo centro di diving per esplorare il vicino reef , emozionanti le immersioni notturne.
BAIA DI CHATEAUBRIAND
E qui che sorge We, la capitale amministrativa dell’ isola. La baia è larga e profonda e le sue acque sono incantevoli, le spiagge bordate di frangipani e palme. Qui si trova il Drehu Village, l’hotel che più si avvicina al gusto di un turista classico. Sempre a We vi è il centro nautico rd una piccola ed attrezzata marina da dove è possibile organizzare uscite in barca e pesca di altura. 
LUENGONI BEACH
Altra spiaggia meravigliosa e primordialeove si trova anche il Fare di Jeanne Forrestovvero una sistemazione in famiglia che offre la possibilità di dormire in una tipica capanna melanesiana con una vista unica al mondo. Questo non è l’ unico Fare disponibile per il turismo sull’ isola ma è quello che mi e piaciuto di più come locazione. La spiaggia di Luengoni si allunga all’ infinito ed è formata da tante piccole calette e motu corallini, qui si può accedere a delle grotte semisommerse ove l’acqua assume tonalità da fiaba.
 
L’ISOLA DI OUVEA
130 kmq, è l'isola più settentrionale del gruppo e anche la più bella, un atollo corallino lungo e stretto, 35 km per 3 o 4, che nel punto centrale si restringe per un tratto di 25 chilometri a una larghezza di una quarantina di metri. Qui si apre una laguna straordina­ria chiusa dal reef e la spiaggia, ininterrotta e bianchissima, corre per 25 km, vero concentrato dei mari del sud. A nord e a sud di Ouvea emergo­no le Pleiadi dei Nord e Pleiadi del Sud così soprannominate, per la loro somiglianza con la costellazione. Il centro principale è Fayaoué. Con biciclette affittate presso i Kanak si può andare alla scoperta di quest'isola strepitosa. Da vedere le alte falesie di Lekine, le grotte di Cong Ouloup e la chiesa di Mouly, del 1896, nel sud; le falesie di Anawa, il Blue Hole (oasi verde in riva al mare con un diametro di 30 metri in cui è inca­stonata una piscina naturale). Il Trou aux Tortues a St-Joseph, dove nuota un esercito di tartarughe, e il lebbrosario d'Ognat (1903), nel nord. Unica controindicazione e la scarsità di sistemazioni che richiede assolutamente una prenotazione con grande anticipo. Una curiosità: vi è un piccolo centro diving gestito da un italiano,Roberto Allegretti,  che da anni ha instaurato uno splendido rapporto con le tribù locali e da queste molto benvoluto.
Difficile arrivare ad Ouvea, un vero paradiso con una popolazione deliziosa ed accogliente che vive serenamente le sue giornate. Un luogo semplice ove a ciascuno di noi piacerebbe vivere.
 
L’ISOLA DI MARÈ
Con una. superficie di 650 kmq e 6000 abitanti divisi in 29 tribù, e perlo­più dediti all'agricoltura, è la seconda isola dell'arcipelago. E' anche la più meridionale e la più alta, con colline calcaree di '115 metri nate dall'innal­zamento dell'atollo preesistente. Le tracce del vecchio atollo si notano nell'avvallamento centrale dell'isola, la laguna di un tempo.
II centro principale è Tadine, in) grosso villaggione dai ritmi pigri. Nume­rose anche qui le grotte: quella conosciuta come Aquarium Nature], vicino a Tadine, lo è di nome e di fatto, profondo 40 metri e popolata di pesci bel­lissimi. 11 centro commerciale è Necè, poco più a nord, con bellissime spiagge e grotte marine. Altre grotte si aprono lungo le scogliere di La Roche, un intrico di anfratti utilizzato come fortezze imprendibili durante il tempo remoto degli scontri tribali.
La popolazione di Marè contrariamente a quella di Lifou è meno avvezza alla accoglienza turistica in quanto da sempre meno visitata dai primi esploratori, comunque accoglie con gentilezza i visitatori. 
 
 
L’ISOLA DI TIGA
A nord di Maré, è un'isola piccola e graziosa, quasi rettangolare, a forma di tartaruga lunga 6 km e larga 2, con 350 abitanti. Secondo la leggenda, sarebbe davvero una tartaruga che, usata da due innamorati in fuga, dopo aver vigorosamente nuotato nella laguna, si fermò stremata dalla fatica a metà strada fra Maré e Lifou e non si mosse più.