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La Grande Terre

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Cosi chiamata per una consuetudine tutta francese che vede molte similitudini con le più “antiche colonie caraibiche” è l’ isola principale che vede all’ estremo sud la capitale Noumea ed all’ estremo nord la cittadina di Poum, tra di loro distano circa 450 km.
Amministrativamente parlando la Grande Terre si divide in Provincia del Nord e Provincia del Sud.
La provincia del Nord comprende il territorio che va dalle cittadine di Poya a Poum (costa dell’ ovest) e grossomodo quella di Thio (costa dell’ est), il resto, inclusa l’ Isola dei Pini, appartiene amministrativamente alla provincia del Sud. Da un punto di vista strettamente turistico invece conviene vedere la Grande Terre come Noumea, la Riviere Bleu  ed isola dei Pini e quindi suddividere  l’ isola in Costa dell’ Est e Costa dell’ Ovest. In questo modo è più facile individuare gli itinerari turistici specie per chi si approccia ad un itinerario in auto, semplice e di grande soddisfazione.

Per gli itinerari in auto due sono i più consigliabili:
Circuito breve che comprenda  Sarramea, Poindimié, Hienghène  Koné, Bourail e Farino.
Circuito lungo che comprenda anche l’ estremo nord ovvero da Hienghène si prosegue verso l’affascinante nord sino a Poum e quindi si ridiscende sino a Kone via Voh (famosa per il suo cuore di mangrovia). 
 
 
LA COSTA OVEST
La strada che va verso il nord lungo il versante occidentale della Grande Terre corre fra il mare le colline e grandi savane. Ci ricorda molto il territorio australiano per il colore rosseggiante dovuto però alla ricchezza di ossidi ferrosi (mentre per l’Australia si parla più strettamente di sabbie e terre argillose rosse). Questa similitudine non si ferma lì, infatti qui la vegetazione è formata da alberi Niaouli simili agli eucalipti australiani (di loro si usa tutto, tronco, foglie e fiori, da cui si ricava un miele eccellente). Come in Australia vi sono allevamenti bovini, con grandi ranch e mandriani.  I rodei annuali di Bourail e di Koné sono uno spettacolo entusiasmante;  due volte al mese avviene il lavaggio del bestiame che ne assicura la disinfestazione da un piccolo parassitario non pericoloso per l’uomo. Questo lavoro abitudinario si trasforma in un divertente show al quale è bello assistere e perché no anche partecipare. Vi sono inoltre piantagioni di caffè, cotone e cereali
Giacimenti minerari, piantagioni di cotone, caffè (visitabili), e cereali, rare e belle spiagge scandiscono il percorso.
A 73 km a nord di Noumea, Boulouparis è poco più di un paesotto di pro­vincia. Una deviazione porta alla grande Baie de St-Vincent, fra le più spettacolari del mondo: due barriere di corallo, una esterna e una interna, con pochissimi varchi, chiudono un'immensa laguna profonda dai 5 ai 15 metri, punteggiata di isolotti e di insenature, dove l'acqua dolce dei fiumi  si mescola a quella del mare all'ombra delle mangrovie. Per molti anni i  navigatori tentarono di penetrare in questo posto protetto e di difficile accesso, un vero labirinto di fondali-trappola. Solo nel 1803, con una barca di poco pescaggio, ci riuscì il capitano inglese William Kent.
Oltre Boulouparis la strada continua per La Foa piccolo centro ricco di storia e sorto grazie alla scoperta di un piccolo filone d’oro. Una curiosità e data sicuramente dalla “Passerelle Marguerite” che prende il nome della sposa di uno degli antichi governatori. Questo ponte è abbastanza inusuale per la Nuova Caledonia e venne progettato da due allievi di Gustave Eiffel nel 1906 e, dal 1984 è giustamente un edificio storico. Sempre a la Foa e possibile gustare deliziosi piatti gastronomici ma anche incominciare ad incontrare la cultura Kanak dei villaggi di Oua Tom (bellissima la casa melanesiana (capanne coniche di grandi dimensioni) del Grand Chef e di Oui Poin, situato in una posizione magnifica a mezzo colle.
Con una deviazione all'interno, si può raggiungere Serramea pittoresco villaggio fra le montagne in una zona ricca di verde e ruscelli. Un contrasto magnifico con la bellezza delle coste che consigliamo assolutamente di unire ad un viaggio in Nuova Caledonia.
Nei dintorni ci sono i vil­laggi indigeni di Grand Couli e di Petit Couli, pieni di carattere.
Proseguendo lungo la costa ovest si raggiunge dapprima Fort Téremba, antico fortino e penitenziario, da dove si domina tutta la pianura e quindi Farino a 300 metri sul mare, con vista superba; la secon­da domenica del mese si può assistere a un mercato melanesiano fra i più interessanti e colorati dell'isola.
Bourail, è la seconda città della Nuova Caledonia e vale una sosta: ha un piccolo museo cittadino e dintorni molto belli. A meno di una decina di chilometri a nord si aprono la Baie des Tortues la spiaggia delle tartarughe selvaggia e accattivante (per vedere gli animali bisogna andarci presto il mattino), e la possente scogliera della Roche Percée di fronte a cui si eleva un alto monolito scolpito dalle onde, Le Bonhomme, simbolo di questa parte d'isola.
Abbagliante e tropicale è la vicina spiaggia di Poé mentre, a 7 km da Bourail, gli edifici del ranch di Neameara, con la piccola cappella, furono costruiti nel 1885 dai forzati. Risalendo ancora verso nord, si incontra Poya, 209 km da Noumea, in mezzo alla zona mineraria e a grandi allevamenti, che segna il confine fra la Province du Sud e la Province du Nord; a 5 km le Roches d'Adio sono un mondo sotterraneo di stalattiti e stalagmiti.
Andando ancora a nord si passa per Pouembout un tempo campo di lavo­ra dei forzati oggi villaggio agricolo circondato da villaggi indigeni e casca­te come quella di Ouende. In questa zona abbondano incredibile a dirsi, i cervi e sono ricercatissimi dagli amanti delle attività venatorie.
Si arriva infine al crocevia di Konè ove sarà possibile grazie alla nuova strada Konè Tiwaka, inaugurata nel 2000, raggiungere in un’ ora la costa dell’ est.
Questa strada e magnifica, panoramica e, a tutto dire è l’unica strada di montangna in un ambiente… tropicale. Grazie alle collaborazioni delle tribù Kanak locali dei Netchaot et Bopope lungo il percorso sono state realizzate bellissime aree di sosta e picnic che sono anche punti di partenza per escursioni a piedi, a cavallo e perché no in kaiak.

Koné
, capitale della provincia settentrionale. Ai piedi delle montagne di Koniambo, è una cittadi­na di campagna graziosa e pittoresca, con ristoranti deliziosi specializzati in ostriche delle mangrovie e granchi. Koné è anche un sito archeologico, sono state rinvenute qui numerose Lapite (sculture e oggetti di ceramica e pietra) e utensili  datati oltre 3000 anni or sono.
Viene da qui la squadra di calcio più celebre e combattiva della Nuova Caledonia, A una trentina di chilometri , fra le montagne, ci sono i villaggi della tribù Bopope, Aoteu e Tiaoue, fra le più interessanti del paese.
Ultima tappa di una certa importanza Voh uno dei due centri di pescicoltura ove si allevano deliziosi gamberi in ambiente del tutto naturale. Ma Voh è oggi famosa per il suo Cuore immortalato dal fotografo Yann Arthus-Bertrand; si tratta di un enorme cuore formato naturalmente  dalle mangrovie  visibile da un belvedere raggiungibile in fuoristrada oppure con un piccolo volo panoramico.   

A Koumac, vi è una vecchia chiesa con dipinti ispirati a leggende locali, la strada si dirama. Da una parte arriva a Poum, nell'estrema parte settentrionale della Grande Terre, dove finisce. E' un paesino piena di charme, con una chiesetta incantevole dal tetto rosso che sembra far da sentinella al Pacifico, affacciato su una profonda e bellissima baia di sab­bia immacolata. Una deviazione dalla sua strada principale porta ad Arama, il posto dove Cook ebbe il primo incontro con i Kanaki. Si trova qui una sto­rica chiesa del 1863, con opere artistiche in legno.
 
LA COSTA EST
L'altro ramo della strada che parte da Koumac si infila nell'interno, passa per il Col de Gene Coeur, confine climatico fra il versante occidentale e quello orientale della Nuova Caledonia, per Oueoga (ove è possibile visitare le antiche miniere di oro, di rame e di zinco), per la valle del fiume Diahot, il più lungo della Nuova Caledonia, e sbuca a Balade, sulla costa orientale. Questo punto è famoso nella storia delle esplorazioni geografiche: fu attraverso la sua passe che Cook entrò nella baia e mise piede per la prima volta in Nuova Caledonia; fu qui che l’ ammiraglio Despointes prese possesso del paese in nome di Napoleone III, e qui sbarcarono i primi missionari di Grande Terre, come ricorda una vecchia chiesetta.
La costa orientale, rinfrescata dagli alisei è la più bella e la più tropicale di Grande Terre. Vegetazione rigogliosa, spiagge incantevoli,  piantagioni di palme da cocco e di caffè, alte cascate valli profonde e segrete. I villaggi Kanak  sono numerosi sia sugli altipiani interni che lungo la costa.
Tra Mt Colnett e Hienghieme vi sono bellissime cascate in vista della costa come Colnet e Tao quindi a Oualeme si attraversa il fiume nei pressi dell’ estuario su uno dei tre traghetti funicolari sopravvissuti in tutto il mondo ai più prosaici ponti.
Si raggiunge così Hienghène, in vista del massiccio della Paniè e allo sbocco in mare del fiume omonimo. Si trova qui anche il Centre Culturel Kanak, costruito come un villaggio indigeno, che contiene collezione d'arte e biblio­teca ed è un centro per la conservazione dell'antica cultura neocaledone.
Questa zona  è tra le più fotografate della Nuova Caledonia. Infatti fronte alla costa ci sono grandi roccioni calcarei grigiastri, rosicchiati dal vento e dal mare e punteggiati da macchie di verde con un effetto quasi da mar cinese, cui i missionari diedero nomi come Tours Notre-Dame, 60 metri, Rocher du Sphinx 150 metri, che richiama la famosa sfinge, e Poule Pondeuse, la chioccia che cova, la più alta e imponente, 176 metri.  la baia è bella, selvaggia, verdissima,e assolutamente di fascino arcaico.
Altre magnifiche spiagge, come quelle di Koe e di Kokingone, situate fra le cittadine di Touho, e di Poindimie, chiuse al largo da un reef spetta­colare e da isolotti. In particolare Koe, oggi un posto molto tranquillo, è famosa perché un tempo impiegava oltre duemila pescatori per la raccolta delle conchiglie, 600 tonnellate l'anno , e che venivano spedite in Francia per farne bottoni di madreperla.
Si incontrano qui le valli lussureggianti di Tiwaka e  Amoa e nuove cascate spettacolari come quella di Kokingone.

Poindimié
è un paesino grazioso e il centro più importante della costa orientale.
Anche qui è facile accedere ai villaggi Kanak ma sempre con le dovute cerimonie (fair la cotume), molto bello quello di Pwot Poyes giusto lungo la strada. Sempre parlando della cultura Kanak troverete lungo la strada tante bancarelle all’ apparenza abbandonate ove sono esposti frutti, conchiglie e sculture in pietra e legno; è usanza kanak lasciare la mercanzia con il relativo costo vicino e, una cassetta nel quale l’acquirente anche in mancanza del venditore, lascia onestamente il saldo di quanto vuole prendere… non approfittarne è un bel gesto…
La strada passa poi per Ponerihouen: si trovano qui il Centre de Culture du Cafè e il villaggio di Ometteux con la storica chiesa. di St-Piérre, con preghiere e decorazioni melanesiane, Un'altra storica chiesetta è quella di St Paul, nel villaggio di Pambou, costruita nel 1428.

Houailon
è un posto piacevole con bellissimi dintorni, fra cui le cascate di Coula e di Ba, un paio di chilometri a piedi dall'arteria principale: bello spettacolo e bagno in acqua dolce nella grande piscina naturale alla base delle cascate, Da Houailou parte la strada che taglia l'isola attraverso le montagne della catena centrale e rientra a Bourail. Alcune soste di prammatica lungo il percorso: i villaggi di Nî e di Poté, abitati dalle tribù omonime, con le tipiche capanne circolari dal tetto conico, e il Col des Roussettes, il colle dei pipistrelli, per il panorama.
Continuando invece lungo la costa orientale si passa per Kouaoua e si rientra sempre sulla costa ovest via Sarramea sino a la Foa.
Da qui si rientra a Noumea.